LA BANCA CHE FINANZIAVA... GLI SCACCHI!
 
 
 
 
 

Negli anni Sessanta il Banco di Roma si dimostrò intelligente promotore del gioco, grazie soprattutto al suo funzionario Alvise Zichichi, instancabile organizzatore di circoli scacchistici per gli impiegati, di tornei e di uso del tempo libero per il culto di Caissa (la ninfa protettrice degli scacchi).

 

 

Pur continuando il suo lavoro di bancario Alvise raggiunse il titolo di Maestro Internazionale, campione italiano nel 1981 e presidente della Federazione Scacchistica Italiana. Fra i suoi meriti anche quello di aver favorito l'assunzione nel suo Istituto, nel 1974, di Sergio Mariotti, appena promosso Grande Maestro ed uno dei migliori campioni di scacchi del nostro Paese,anche lui divenuto presidente F.S.I.

 

Zichichi è venuto a mancare due anni orsono, rimpianto da tutti quelli che lo hanno conosciuto (fra cui il nostro redattore); Mariotti invece continua la sua carriera bancaria, che ha abbinato a grandi successi scacchistici. Egli ha anche ricominciato recentemente a giocare e lo abbiamo incontrato al recente Open di Porto San Giorgio. Nella sua veste di Commissario Federale spetterà a lui scegliere i giocatori italiani alle prossime Olimpiadi di scacchi di Torino.
Non bisogna nascondersi dietro un pedone: pur avendo ottenuto l'assegnazione delle suddette Olimpiadi, il gioco degli scacchi in Italia (ove aveva prosperato fin da Rinascimento) stenta a decollare.

 

 

Le 64 caselle occupano ancora un posto secondario, da élite, nel nostro Paese, soprattutto per mancanza di fondi conseguente al poco interesse da parte dei mass media e quindi degli sponsors. Le Olimpiadi di scacchi torinesi saranno possibili solamente grazie al patrocinio della FIAT. Si spendono milioni per la pubblicità negli stadi e sulle magliette degli sportivi ma gli scacchi, il re dei giochi, il gioco dei re, ora uno sport che fa parte del CONI, sono praticamente costretti ad autofinanziarsi, con un budget addirittura ridicolo ai giorni d'oggi (vedi delibera FSI . P3/2005 "Contributo di Euro 251,20 al Friuli Venezia Giulia").
Esistono invece le premesse per un grande sviluppo del gioco! Internet permette di giocare e dialogare fra appassionati di tutto il mondo, la durata delle partite è stata assai ridotta al fine di permetterne la trasmissione in TV, la scuola finalmente si è svegliata anche da noi e sembra aver capito l'utilità degli scacchi per la formazione dei giovani.
Coraggio allora: sponsors e finanziatori fatevi avanti, promuovete anzitutto il gioco nei "dopolavoro" aziendali, aprite i cordoni della borsa per tornei, simultanee e partite viventi e alla cieca (sono degli spettacoli affascinanti).
Seguite l'esempio dato quattro decadi orsono dal Banco di Roma! Speriamo di non dover aspettare altri 40 anni.

 


 

 


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