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Lenin, scacchista incallito, spiegava così
come aveva scelto sua moglie: "Ho sposato Nadejda perchè era la sola donna
che conoscevo capace di comprendere Marx e di giocare a
scacchi". Dobbiamo aggiungere che anche il barbuto Marx era un
appassionato di questo bel gioco, tanto che sua moglie aveva proibito agli
amici di giocare a scacchi con l'autore del "Capitale" nel pomeriggio: in
caso di perdita, infatti, egli avrebbe reso a tutti un inferno il resto
della serata... La scacchiera di legno consunta e le modeste figurine
del gioco utilizzate da Lenin sono state per mezzo secolo il pezzo forte
del museo a lui dedicato, a due passi dalla Piazza Rossa. Possiamo pensare
che il fervore ideologico dei comunisti, che favoriva lo studio degli
scacchi sin dalle elementari, ha contribuito al grande successo dei Russi
nelle gare mondiali. I complotti e le manovre che portarono alla
rivoluzione sovietica possono paragonarsi ad una immensa partita di
scacchi giocata da Lenin a tavolino contro i "Bianchi" del partito zarista
e di Trozsky (anche lui buon scacchista), fino al tragico "sacrificio di
Regina e di Re" con la strage della famiglia imperiale. Il disegno
ritrae Lenin che gioca col grande scrittore russo Massimo Gorkij (autore
de "I bassifondi" e "La mia
infanzia"). |