Vladimir Ilijc Ulianov, detto LENIN

 

 


 

 

Lenin, scacchista incallito, spiegava così come aveva scelto sua moglie: "Ho sposato Nadejda perchè era la sola donna che conoscevo capace di comprendere Marx e di giocare a scacchi".
Dobbiamo aggiungere che anche il barbuto Marx era un appassionato di questo bel gioco, tanto che sua moglie aveva proibito agli amici di giocare a scacchi con l'autore del "Capitale" nel pomeriggio: in caso di perdita, infatti, egli avrebbe reso a tutti un inferno il resto della serata...
La scacchiera di legno consunta e le modeste figurine del gioco utilizzate da Lenin sono state per mezzo secolo il pezzo forte del museo a lui dedicato, a due passi dalla Piazza Rossa. Possiamo pensare che il fervore ideologico dei comunisti, che favoriva lo studio degli scacchi sin dalle elementari, ha contribuito al grande successo dei Russi nelle gare mondiali.
I complotti e le manovre che portarono alla rivoluzione sovietica possono paragonarsi ad una immensa partita di scacchi giocata da Lenin a tavolino contro i "Bianchi" del partito zarista e di Trozsky (anche lui buon scacchista), fino al tragico "sacrificio di Regina e di Re" con la strage della famiglia imperiale.
Il disegno ritrae Lenin che gioca col grande scrittore russo Massimo Gorkij (autore de "I bassifondi" e "La mia infanzia").


 

 


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