Nella Biblioteca Nazionale di Napoli il signor T. Guida fece nel 1999 una scoperta clamorosa: un poemetto sul gioco degli scacchi firmato dal poeta latino Ovidio che, come tutti sanno, visse intorno all'epoca di Ges.
Gli scacchi esistevano dunque ai tempi dei Romani, come sostenevano gli scopritori dei pezzi scacchistici a Venafro nel secolo scorso?
Francamente assai poco probabile e dunque la poesia "De ludo scaccorum" scoperta a Napoli opera d'un ammiratore di Ovidio, vissuto verso il quindicesimo secolo, che ne ha imitato stile ed espressioni.
Abbiamo accompagnato il testo con una canzone in latino della stessa epoca "Gaudeamus igitur juvenes dum sumus" (divertiamoci finch siamo giovani) inno mondiale degli studenti.
Indovinate il nome del tenore, italiano di Filadelfia, che la esegue e leggete brani del poema, completati da una nostra traduzione.

 
 
 
DE LUDO SCACCORUM

...Quattor in tabula bis loca sunt varia.
Albescit primus; rubet atque colore secundus
Aut niger aut glaucus pingitur aut varius.
In primo rochus committere bello minatur
Statque secundus equus ludrica iura tenens;
Tertius alphinus custos regalis habetur.
Quartus rex retinet; femina quinta sedet...
Procedit peditum turba velox nimium,
Stat pedes in dextra, rapit et de parte sinistra
Quem sibi deversum cernit et oppositum
Et si qua datur tabulae contingere summum
Reginae solitum praeripit officium...
Rex manet incautus, subtracta coniuge solus,
Coniuge subtracta, rex manet in tabula.
Saepius est mactus sociorum turba saeptus
Et mortem subicit, si via nulla patet.

Publius Ovidius Naso (oppure poeta XV secolo)

IL GIOCO DEGLI SCACCHI

...Otto caselle sulla tavola stanno.
Bianca la prima, l'altra invece rossa,
Nera o blu, che distinguersi possa.
Prima la torre a minacciare danno,
Poi il cavallo, per quei che giocar sanno,
E l'alfiere salva del re la mossa,
Quarto il re, la regina a lui s'addossa...
I fanti infine svelti se ne vanno,
A destra il pedon sta, ma lui ghermisce
A sinistra, a chi vede che s'oppone.
Se poi all'ultima casella finisce
Alla regina toglie la funzione...
Il re indifeso sa la Donna sparisce
Anche se solo resta sul bancone.
Spesso se prigioniero viene fatto,
Pur protetto dai suoi scacco matto!

Traduzione originale di Luciano Morganti


Il simpatico tenore che stai ascoltando Mario Lanza.

 


Per la precedente poesia clicca qui


 

 


Chiudi questa finestra
2004 100torri.com