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Come si vede nella figura lo scacco matto "affogato" spesso avviene quando il re è ridotto in un angolo. I suoi stessi pezzi gli precludono ogni via di scampo. |
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Ma questo "annegamento" può avvenire anche al principio della partita, come il famoso "matto" chiamato "Blackburne shilling", con cui il noto scacchista vinceva dei soldi (gli "shilling", scellini) dai dilettanti che cadevano nella sua trappola. |
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In ambedue i casi il
"crimine" di "lesa maestà" è effettuato dal Cavallo, il solo
che possa minacciare il Re avversario sebbene questo sia
protetto (per modo di dire) dai propri pezzi. |
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Vedremo ora (se disponete
di Java) due partite realmente giocate in cui si è
verificato un rapido "matto affogato". |
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Questa è forse la prima partita documentata ove il Re subisce tale "matto" sorprendente: si è infatti giocata nel 1620 fra uno sconosciuto ed il campione italiano Gioacchino Greco, che riesce ad "annegare" l'avversario dopo sole 13 mosse. L'apertura è l'italiana, detta anche di "gioco piano". |
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Ed infine un altro
incontro del 1888 in cui il campione inglese Griffith
applica la cosiddetta "trappola di Mortimer". Costui era un
Americano che, quando aveva il Nero, giocava talvolta una
mossa debole con la speranza che l'avversario facesse uno
sbaglio madornale... |
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Ammiriamo il pittoresco quadro sottostante e riflettiamo che, talvolta, anche nella vita, se si agisce con astuzia e determinazione, anche chi appare debole più vincere un avversario più altolocato, nonostante esso si circondi di guardie del corpo agguerrite! |
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