SCACCO MATTO AL RAZZISMO

 

La melodia che ci accompagna, "Il pastore solitario", è eseguita dall'artista romeno Gheorghe Zamfir, il celebre virtuoso del flauto di Pan. Il musicista, nato a Gaesti (Romania) nel 1941 ha venduto 120 milioni di dischi e vinto 120 dischi d'oro e di platino.
La musica folk romena, che spesso parla del "dor", intraducibile vocabolo simile alla saudage brasiliana, che sa di nostalgia e di desiderio, ha avuto un successo enorme nel mondo... Ma gli Italiani lo sanno?

 

La campionessa Sabina Francesca Foisor
 
Bambina che gioca al torneo di Predeal (Romania)
 

La Romania, co-fondatrice come si è detto della FIDE, ha molti adepti del Nobil Giuoco degli scacchi, sia maschili che femminili. Nella classifica mondiale a squadre, dopo gli irraggiungibili Russi, Indiani e Cinesi, occupa un onorevole 20° posto (noi Italiani siamo al 39°) mentre la diciottenne Sabina Francesca Foisor (nella foto in alto) è classificata al 15° posto mondiale con ben 2352 punti Elo. I Romeni vantano 17 Grandi Maestri di scacchi (noi ne abbiamo 6).
Come popolo latino i nostri cugini romeni mostrano anche sulle 64 caselle intuito, intelligenza e creatività. Diversi sono gli scacchisti romeni emigrati in Italia, anche presso di noi (es. J.P.Voicu, che milita a Nereto) e che fanno onore allo sport italiano, senza però che i mass media ne parlino.

 

 

 

Il nome Romania viene proprio dalla nostra capitale Roma, in quanto le popolazioni di questo Paese discendono anche dai legionari capitolini dislocati in questa parte dell'Impero. Ne fa fede la lingua, più vicina al latino persino della nostra, ed il fatto d'incontrare fra le classi intellettuali i nomi di Traiano, Romulus e Cicerone...
Niente a che fare quindi con la radice "Rom" ("uomo", in sanscrito) che distingue invece una popolazione asiatica migrata in diversi paesi d'Europa, con lingua e civiltà ben diverse. I Romeni han imparato a conviverci, senza razzismo e senza sbuffare, da diversi secoli.
Chi confonde i due popoli, magari in base al nome, è come se affermasse che in Crimea sono tutti criminali...
Il popolo romeno ha avuto vicissitudini simili alle nostre: la divisione in piccoli principati, un Risorgimento unitario nell'Ottocento, infine un governo fascista messo alla porta del Re. Purtroppo però la divisione del mondo fatta a Yalta, della quale noi Occidentali portiamo la responsabilità, assegnò questo nobile Paese, ricco di una civiltà millenaria, alla zona d'influenza sovietica. Ne seguì una miseria materia e morale, dalla quale la Romania si sta risollevando.
Chi pensa che i Romeni preferiscono emigrare il Italia perché da noi le leggi sono più permissive (e quindi chiede di renderle più severe) non tiene conto che invece ciò accade perché essi parlano spesso assai bene l'italiano (esempio il canale di Rai Uno è seguitissimo in tale Paese) e possono quindi agevolmente integrarsi.
Speriamo che, al di là delle transitorie polemiche strumentali, gli scacchi contribuiscano a far meglio comprendere l'Italia e la Romania, paesi miti e generosi, ravvicinati da venti secoli di civiltà latina.

 

Una delle celebri chiese romene con affreschi all'esterno
 

Villa signorile romena
 

La Casa del Popolo, l'ultima follia di Ceausescu
 

 

 


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